Da Beatrice Lo Giudice riceviamo di Camillo Bartolini Secondo Pilato.


L’età della toga virile era passata da un pezzo e mai avrebbe pensato di provare così orrore per una semplice veste, ma quel che rappresentava era da lui percepito come una violenza pari a poche altre. Gli faceva strano che a sancire la sua età adulta sarebbe stato un semplice gesto simbolico le cui tempistiche erano decise da altri. Certo se questi altri fossero stati suo padre, beh, avrebbe obbedito, che domande. Ma sperava con tutto il cuore non si trattasse di questo. In realtà, non osava neanche immaginare il motivo di quella convocazione, così intempestiva da risultare paradossale in un paese dove non accadeva mai nulla. Che fretta c’era? E con suo padre poi… non che mancassero stima né il desiderio di condivisione, ma la comunicazione si era andata gradualmente affievolendo, almeno da quando era mancata sua madre. Viveva nei suoi confronti un perenne slancio d’affetto frustrato. Ma da cosa? Non avrebbe saputo rispondere.

Dalla presentazione dell’editore:

“Chiavistelli, chiavistelli! / In mio onore, sobbalzate, vi scongiuro, / fate uscire la fanciulla che mi assorbe tutto il sangue tanto l’amo! / Muovetevi, lesti, per il mio bene!”. / Recitò questi versi e si voltò verso l’uscita. / All’indomani c’era un trionfo da onorare. Ma un cigolio / arrestò passi e cuore. Un sorriso lo scaldò.

Ponzio Pilato, il governatore della Giudea che, secondo i Vangeli, ha consegnato Gesù alla morte in croce, lavandosene la mani, è una delle figure più conosciute nella storia umana che ha incuriosito e affascinato intere generazioni. Se per alcuni è responsabile della morte del Cristo, per altri è un martire (Chiesa copta) e addirittura un santo (Chiesa etiope). Attingendo a piene mani da fonti di ogni genere, Camillo Bartolini ricostruisce il racconto della vita di Pilato, dalla giovinezza, ai giorni della passione di Gesù, fino alla sua morte, restituendoci il lato oscuro e misterioso dell’uomo che ha cambiato per sempre la storia del mondo.