Ci sono pochi libri così utili come questo per chi ami la pittura e il disegno.

Su una cosa tutti, grandi e piccini, concordano: non ci può essere buona arte se non c’è una buona padronanza del disegno. Il disegno è per così dire l’ossatura di ogni sviluppo successivo.

E per comprendere la logica del disegno, per impadronirsi delle sue particolarità, per esercitarsi nell’acquisire sempre maggiore sicurezza e autonomia non c’è dubbio che Gli elementi del disegno di John Ruskin edito da Adelphi siano un testo fondamentale. Essenziale direbbero i notai e gli uomini di legge.

Duecentotrenta pagine circa, tredici capitoli, strutturati in tre lettere ad un immaginario studente (a. Esercizi preliminari; b. Il disegno dal vero; c. Il colore e la composizione), ogni capitolo (o pagina verrebbe da dire) corredato dagli esercizi utili alla comprensione e alla acquisizione della lezione ivi impartita, una delizia per chi ami l’arte.

L’editore Adelphi scrive che Monet ha affermato che il novanta per cento dell’impressionismo sia contenuto nelle indicazioni che Ruskin prescrisse in questo testo (che è del 1857). Ora io non so che diffusione ebbe questo testo in Francia tra la sua pubblicazione e il 1874, data della mostra presso lo studio Nadar che sancì la nascita del movimento. Posso presumere se non nulla, marginale. E questo vorrebbe soltanto dire che, come in molti altri esempi antecedenti e successivi, le idee e i sentimenti sono nell’aria, girano, si sussurrano e vengono colti e interpretati da più autori insieme.

Ciò detto il testo, come dicevo, è fondamentale nella sua essenziale utilità. Se non lo si ha, va comprato.