Rubo dall’amico Alberto Di Stazio questa segnalazione: L. Leonardi, Yeghishe Charents
Alberto scrive: “D’estate c’è più tempo per leggere. Consiglio questo splendido libro di Letizia Leonardi. È la biografia del più grande poeta armeno, attivo nel periodo durissimo compreso tra lo sterminio del 1915 e le purghe staliniane delle quali alla fine fu vittima. Un’ottima occasione per conoscere un poeta ( questa è la prima biografia pubblicata in Italia), approfondire un quadro storico e conoscere l’Armenia, paese tormentato ed ancora adesso sotto assedio. La prefazione del libro è stata scritta da Carlo Verdone: il padre fu il primo a tradurre il poeta in Italiano.”
Oh, eternal mother of mysteries
who, in suffering and lust, conceives
numerous lives, who creates
a thousand twists, a thousand hues, and shades,
what is the spring of these eternal rhythms?
Dalla presentazione dell’editore:
Yeghishe Charents è stato un uomo, un patriota e un poeta che ha vissuto pienamente, in un periodo storico buio, le sue speranze e fragilità, le sue illusioni e delusioni. Questo racconto della sua vita, che viene pubblicato nel 125° anniversario della sua nascita, è la testimonianza diretta degli orrori che Charents ha vissuto in prima persona, e che la Prima guerra mondiale ha inferto a tutto il popolo armeno. Vittima delle repressioni staliniste, Charents è stato dapprima un rivoluzionario a fianco dei bolscevichi, e poi un anti-rivoluzionario, disilluso da quello stesso partito comunista che aveva inizialmente appoggiato. La parabola della sua breve vita è ripercorsa, in questo intenso racconto, attraverso lettere, testimonianze dirette e opere, che mostrano il temperamento di uno dei più grandi esponenti della letteratura armena di tutti i tempi. A più di 80 anni dalla sua morte le opere di Yeghishe Charents suscitano un interesse sempre crescente, anche oltre i confini nazionali, mantenendo tutta l’energia, e la forza del sentimento ma anche zone d’ombra sulla sua vita di uomo e di grande letterato dell’Armenia Sovietica.
