Da Isabella Sadowski riceviamo D. Benioff, La città dei ladri.

“Il talento è un’amante dittatoriale e bellissima. Quando girate con lei, tutti vi guardano e vi invidiano. Ma bussa alla vostra porta alle ore più impensate, sparisce per lunghi periodi di tempo e non ha alcuna pazienza con gli altri aspetti della vostra vita: moglie, figli, amici. Lei sarà la settimana più elettrizzante della vostra intera esistenza, ma sapete che un giorno vi lascerà per sempre. Una sera, quando è ormai sparita da anni, la vedrete tra le braccia di un uomo più giovane, e lei farà finta di non riconoscervi.”

Dalla presentazione dell’editore:

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, e Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, la fame, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello che li aspetta. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. Reati gravissimi in tempo di guerra, per i quali la pena prevista è una sola: la fucilazione. Dopo qualche giorno trascorso in un cupo carcere sulla Neva, i due si ritrovano al cospetto di un colonnello dal collo taurino e le stelle ben in vista sulle mostrine. Il colonnello dapprima li squadra, poi li invita a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza, capelli corvini legati in uno chignon morbido, pattina esibendosi in piroette strette e veloci. È sua figlia e sta per sposarsi. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e… un solo problema: la torta nuziale. Ci sono lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri…