Col mese di settembre chiudiamo le votazioni per determinare chi sarà il lettore o la lettrice della sesta edizione di Prima i Lettori.

Ricordo che per votare basta cliccare qui oppure usare l’app che appare sulla parte destra del sito.

Queste alcune delle citazioni in concorso:

Da Alfonsa Casciaro riceviamo A. Camilleri, Esercizi di memoria, Rizzoli.

“Cosa posso fare per voi, cari ragazzi?” Fu sempre Gaspare a parlare. “Signor Prefetto, noi vorremmo che le ceneri di Pirandello, attualmente a Roma, fossero trasportate ad Agrigento per ….”

Da Marco Cortini riceviamo M. Serra, La Sinistra e altre parole strane, Feltrinelli.

“Le opinioni, a volte, si adattano alle circostanze. Non è un segno di debolezza o di volubilità. Credo sia un segno di umiltà: il mio giudizio DEVE tenere conto di quello che vedo e di quello che mi accade intorno.”

Da Silvia Valentini riceviamo D. Starnone, Lacci, Einaudi.

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all’improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non esisto e che non sono mai esistita perché non vuoi fare brutta figura con la gente molto colta che frequenti. Lo so che avere una vita ordinata, doverti ritirare a casa a ora di cena, dormire con me e non con chi ti pare, ti fa sentire cretino. …. Lo so, lo so benissimo. Ma che tu lo voglia o no il dato di fatto è questo: io sono tua moglie e tu sei mio marito, siamo sposati da dodici anni – dodici anni a ottobre – e abbiamo due figlie, Sandro, nato nel 1965, e Anna, nata nel 1969. Ti devo mostrare i documenti per farti ragionare?”

Da Marco Grando riceviamo Margherita Oggero, Non fa niente, Einaudi.

“Quella moglie mai accettata dalla suocera, osteggiata sempre. Taciturna, chiusa in sé, avulsa da tutte le abitudini della provincia. Che non frequentasse la messa grande della domenica, che non ci fosse nessun indizio della sua fede nella casa coniugale, che non permettesse al parroco di benedirla a Pasqua era già sgradevole, ma comunque comprensibile, dal momento che era ebrea, come denunciato dal nome e cognome – Esther Ehrenfeld – ma la cosa davvero intollerabile era quell’aria perenne da straniera e cosmopolita, insieme ai suoi interessi privati che la portavano spesso a Torino, alla negligenza nelle faccende domestiche, alle lunghe ore chiuse nel suo studio. L’unica fortuna: che fosse ricca, anche se con gusti inaccettabile su tutto, arredamento della casa compreso. ”

Da Marco Cortini riceviamo I. Allende, Oltre l’inverno, Feltrinelli.

“A New York, Joseph cambiò il cognome in Bowmaster, che suonava autenticamente inglese, e con il suo finto accento aristocratico poté interpretare opere di Shakespeare per quarant’anni. Cloé, invece, non imparò mai bene l’inglese e non ebbe successo con i tristi fado del suo paese, ma invece di sprofondare nella classica disperazione da artista frustrata, si mise a studiare da modista tanto da diventare il sostegno familiare perché le entrate dell’attività teatrale di Joseph non erano mai sufficienti per arrivare a fine mese. ”

Da Lorenza Rappoldi riceviamo F. Maspero L’ombra di una fotografa, Archinto (trad. di S.Santalucia).

 

“Uno dei personaggi più enigmatici della storia della fotografia. Il suo nome è ampiamente citato, sempre in toni entusiastici, eppure di lei non si sa quasi nulla. Ricordata soprattutto per essere stata la compagna di Robert Capa.”