Col mese di settembre chiudiamo le votazioni per determinare chi sarà il lettore o la lettrice della sesta edizione di Prima i Lettori.

Ricordo che per votare basta cliccare qui oppure usare l’app che appare sulla parte destra del sito.

Queste alcune delle citazioni in concorso:

Da Paolo Pomodoro riceviamo G. Freund, Il mio mondo e il mio obiettivo, Abscondita.

“Quando pensiamo a qualcuno da noi conosciuto, non vediamo che il suo aspetto e i suoi gesti, ma la nostra memoria effettiva evoca un oggetto, un colore, delle parole, a volte un odore: tutta una geografia individuale, composta di mille particolari, si condensa in un’immagine complessa.”

Da Marco Cortini riceviamo A. Camilleri, Esercizi di memoria, Rizzoli.

“Quando nel 1936 scoppiò la guerra di Spagna, la Società delle Nazioni, l’Onu di allora, decretò che tutte le navi che attraversavano il canale di Sicilia dirette appunto verso la Spagna venissero sottoposte ad un rigoroso controllo per vedere se trasportavano armi. …”

Da Remo Cittone riceviamo A.H. Tanpinar, L’istituto per la regolazione degli orologi, Einaudi.

“…Oggi invece la mia vita ha uno scopo. Lascio in eredità un lavoro in cui ho creduto e che bene o male mi dà l’occasione di essere ricordato. Per dieci anni sono stato il direttore dell’impresa più innovativa e utile del mondo. ….

Da Annalisa Pistocchi riceviamo P. Mc Grath, Follia, Adelphi.

“Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione, e così via. ….”

Da Marco Grando riceviamo S. Lenz, Il disertore, Neri Pozza.

”«Perché ci sono venuto senza oppormi? (…) Il dovere nei confronti dello Stato è una sorta di entusiasmo condensato. Entusiasmo in lattina, conservabile, pronto per essere distribuito, immagazzinabile a piacimento. Due buchetti insignificanti e già cola fuori. Uno Stato dovrebbe essere morale come la natura. Dovrebbero esserci soltanto sudditi della morale o della coscienza. L’umiltà come Costituzione; articolo primo: misericordia. Il vento come deputato, e la terra. Chi giace là morto sulla ferrovia? L’ho visto bene che cadeva. Ma adesso so contro chi devo sparare.»

Gabriella Ventura ci segnala T. Fratus, Il sussurro degli alberi, Ediciclo.

 

“Essere un Uomo Radice annulla le distanze, ci fa sentire un tutt’uno con l’intero creato vivente, animato e inanimato, ci fa vivere da uomini selvaggi, da aborigeni del vecchio continente, da monaci zen. Una vita colma di meraviglie.”