Col mese di settembre chiudiamo le votazioni per determinare chi sarà il lettore o la lettrice della sesta edizione di Prima i Lettori.

Ricordo che per votare basta cliccare qui oppure usare l’app che appare sulla parte destra del sito.

Queste alcune delle citazioni in concorso:

Da Marco Grando riceviamo U. Johnson, La maturità del 1953, Keller ed..

“All’ingresso della vettura ristorante del D-16 c’era di continuo gente in attesa, ma il cameriere lasciò che Ingrid e Klaus restassero seduti per quasi tre ore a bere una mezza bottiglia di rosso di Sopron. ….”

Da Paola Mosso riceviamo Gabriella Mosso, I miei, i tuoi, i nostri, Araba Fenice.

“… La mamma mi svegliava alle sei del mattino, mi pareva persino di sentire la tromba, perché l’atmosfera era quella di una caserma. …”

Da Lorenza Rappoldi riceviamo J. Conrad, Domani, Passigli Editori.

“Quel che si sapeva sul conto del capitano Hagberd, nel piccolo porto di Colebrook, non pendeva proprio a suo favore. Non era del luogo. Vi si era stabilito in seguito a circostanze niente affatto misteriose – all’epoca era stato molto loquace al riguardo – ma estremamente malsane e assurde…”

Da Marco Grando riceviamo Y. Reza, Babilonia, Adelphi.

“Ha ceduto alla vittoria segreta dell’amore, come tutti gli innamorati respinti che il minimo gesto inaspettato basta a infiammare. Gli stessi gesti, compiuti da una persona che dai per acquisita, non valgono una cicca. Potrei scriverci un romanzo. Il tizio che non ti fila nemmeno di striscio e una mattina, per distrazione o crudeltà, ti lancia un segnale imprevisto, so bene che cosa scatena.”

Da Rossella Schianchi riceviamo Ramses, La Passione di Fatima, Astro Edizioni.

“AL-HADI – COLUI CHE GUIDA: Fatima aveva ascoltato con enorme curiosità le parole di sua nonna sulle origini di Maometto, ma il sonno, il caldo e la tensione che aveva respirato a cena l’avevano provata e così era caduta nel sonno in pochi minuti. Sua nonna era uscita dalla stanza in punta di piedi dopo averle asciugato la fronte brillante di sudore e averla baciata sulla guancia. Ai fratelli che arrivavano per andare a dormire aveva detto di fare piano, che il loro angelo era stato preso dalle possenti ali dell’arcangelo e portato in cielo a visitare i mondi della fantasia.”

Da Paolo Coletti riceviamo J. Brokken, Il giardino dei cosacchi, Iperborea.

 

<Ma tu la conosci, no?> <Neanche per un millesimo. Conosco la sua voce, il suo aspetto in diverse circostanze. Dalle conversazioni con lei e dalle sue lettere conosco le sue ansie e le sue preoccupazioni. Conosco il suo profumo e qualche volta ho potuto abbracciarla. Tutto il resto devo ancora scoprirlo. Le persone non si aprono tanto facilmente e non lo fanno mai del tutto. Di certo nascondono con cura i loro lati più spigolosi. Col tempo spero di conoscerla come un amante conosce l’amante o come un marito la moglie. Lo spero. A volte la speranza è un’esperienza più intensa dello stesso vissuto>