Cari amici vicini e lontani, dopo la pausa riprende il concorso Prima i Lettori e riprende con queste segnalazioni:

da Marco Cortini riceviamo K. Thùy, Nidi di rondine, Nottetempo edizioni
Da Marco Grando riceviamo Lealtà di Letizia Pezzali, Ed. Einaudi
Da Lorenza Rappoldi riceviamo S. Tolstaja, Amore colpevole
Da Paolo Coletti riceviamo P. Mc Grath, La guardarobiera.
Da Marco Cortini riceviamo I. Martin-Barò, Psicologia della Liberazione
Da Gabriella Ventura riceviamo M. Covacich, Trieste sottosopra, Laterza
Da Marco Grando riceviamo S. Rooney, Parlarne tra amici
Segnalazioni che più varie e disparate non si può.Marco Cortini da un lato ci invita a leggere la storia di una donna vietnamita portata dalla vita dall’estremo oriente al Canada, con il suo bagaglio di ricordi, ossessioni e leggerezza (K.Thùy) e dall’altra ci fa scoprire il pensiero di un grande uomo di Chiesa dell’America Centrale come Ignacio Martin-Barò, gesuita ucciso in San Salvador.

Marco Grando ci manda due romanzi d’amore: Lealtà è la storia di una bocconiana giocata tra ambizione intellettuale e desiderio animale, mentre Parlarne tra amici (che è stato il caso letterario inglese degli ultimi mesi) racconta con la leggerezza e l’acume di una novella Virginia Woolf  di un amore lesbico giovanile.

Lorenza Rappoldi  con questa segnalazione inizia un breve percorso in un tema intrigante: marito genio e moglie anch’ella scrittrice, la cui opera è stata spesso offuscata dalla luce accecante del marito. Qui si fondono due temi: la deriva maschilista della nostra società e la celebre massima che vuole che a fianco di un uomo di genio debba esserci sempre una donna che lo sostiene (o lo sopporta). Lorenza inizia con la moglie di Tolstoj.

Paolo Coletti involontariamente segue lo spunto di Lorenza segnalando un testo di McGrath che racconta la storia della moglie guardarobiera di un grande attore di teatro. Lui è morto, lei cerca una nuova vita.

Infine Gabriella Ventura, grande viaggiatrice, ci segnala un libro divertente che ci porta alla scoperta di una Trieste che affianca ai suoi caffé letterari e alla sua finanza un tratto decisamente meridionale e edonistico, fatto di larghe bevute, ma soprattutto di leggerezza e ottimismo.

Il concorso continua. Segnalate, segnalate, segnalate.