Cari amici vicini e lontani,

alla prima settimana di concorso hanno partecipato (in ordine di apparizione, come nei film):

Milena Marani
Paolo Coletti
Marco Grando
Fernanda Sacchieri

Marco Cortini
Milena Marani ha segnalato Y. Khadra, L’attentato. che è un romanzo dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul, che scrive sotto lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra. Il romanzo è ambientato in Israele dove uno stimato chirurgo di origini arabe scopre che sua moglie si è sacrificata come kamikaze in un attentato. La ricerca della verità è il tema del romanzo? Annotiamo che questa è la seconda volta con la quale un concorrente partecipa con questo libro. Era accaduto l’anno scorso a primavera e la concorrente era Melania Gastaldi.
Paolo Coletti ha segnalato un romanzo, edito Sellerio, di Sulzer, il Concerto. Paolo ama particolamente Sulzer di cui aveva già segnalato Post Scriptum. Questa volta il Concerto descrive e disegna la buona borghesia berlinese che rimane sconvolta da ciò che accade a metà della esecuzione della sonata nr 106 di Beethoven (detta Hammerklavier). Il celebre pianista interrompe l’esecuzione? Per quale motivo? Sulzer segue i partecipanti alla serata prima e dopo con ironia e distacco.
Marco Grando ci segnala un romanzo portoghese di Christiano Tezza, La caduta delle consonanti intervocaliche. Sono i ricordi, i pensieri e le digressioni di un professore di lettere, portoghese appunto, che sta per ricevere un premio. La caduta delle consonanti intervocaliche che hanno caratterizzato la nascita del portoghese e la sua distinzione dallo spagnolo spingono a riflettere sulla propria identità collettiva e personale, in una lingua attenta e precisa, chiara e trasparente.
Fernanda Sacchieri si fa conoscere una autrice non particolarmente nota in Italia, Christa Wolf, tedesca, figura di spicco della letteratura tedesca di questo secolo. Qui la Wolf rievoca, riscrive, fa sua la storia di Cassandra, figlia di Ecuba e Priamo, colei che conosce e sa, colei che vede e spesso deve tacere o parlare per metafore per non ferire o, semplicemente, per permettere che solo coloro i quali vogliono davvero sapere, alla fine sappiano.
Marco Cortini, infine, ci manda un libro (L’ultimo rigore di Faruk) che parla di calcio e il cui autore è Gigi Riva, che però, udite, udite, non è il rombodituono di Breriana memoria, ma il giornalista caporedattore centrale dell’Espresso. La storia è quella dei Balcani rivissuta attraverso quello che è certamente per quei popoli un grande amore (come per noi italiani): il calcio.
Partecipate, partecipate, e partecipate ancora.
ciao
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