E questa è la segnalazione di maggior successo di Raffaella Rogora riceviamo:

Buongiorno, vorrei segnalare agli altri lettori il libro “Nevica sull’Isola di Baro” di Corrado Sobrero, ed. Manni 2006.
Di tutto il libro, la parte che più mi ha colpito è a pagina 75. La ricopio qui sotto:

“…Ho capito che non può sempre vincere la Noia e che nessuno nasce segnato, predestinato ma ciascuno deve tracciare la propria strada. Ognuno può fare qualcosa, purché la faccia. L’Inedia e la Rassegnazione sono complici della Noia e dell’Ignoranza. Ho capito che camminare sempre con la testa bassa aiuta a vedere la strada ma non a vedere dove si sta andando. Ho capito che ogni legame non dura se non nasce libero, così come ogni mente non è viva se non è libera dalle gabbie della tradizione, da quello che dicono gli altri, dalle mille regole senza senso accettate solo per abitudine o per tradizione. Ho capito che si progredisce solo mettendo sempre in discussione tutto, a partire da se stessi, le certezze le hanno gli stupidi o gli appagati, e l’appagamento è spesso il primo sintomo di stanchezza, stanchezza di vivere, di vivere davvero, di costruire, di progredire, di crescere.
Ho capito che ognuno porta dentro di sé il prezzo che dovrà pagare per quello che fa, qualunque cosa faccia o non faccia, dica o non dica, ogni scelta è una rinuncia e ogni scelta implica coerenza ma la coerenza spesso limita la libertà di sbagliare.
Un po’ di incoerenza amplia la possibilità, a volte.
Ho capito anche che ho capito tutto questo confrontandomi con chi è diverso da me, con altre isole, altre idee, altri valori… .”

grazie a tutti voi per questa bella iniziativa,
Raffaella Rogora

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Nevica sull’isola di Baro: età dell’Ottocento, isola di Baro, puntino dell’arcipelago caraibico che vive del commercio della canna da zucchero. Tutti la coltivano e solo uno la vende, Hugo Lucendo de la Cruz: il Negociator. Egli crea scompiglio sfidando le tradizioni e decidendo di rompere la monocultura dello zucchero e coltivare strani “rizomi”, da cui nasceranno chissà quali frutti. Ad osteggiare la novità, sicuramente opera del Demonio, il torbido Arcidiacono, Monsignor Ribeiro. Si susseguono incalzanti amori, sensuali passioni, un grande incendio, una strana morte, una fuga, una ricchezza senza spiegazioni, la neve. Nell’isola nulla sarà più come prima. Grazie ai rizomi, ma non solo…